Conferenza Misericordie Lazio


Statuto

REGOLAMENTO di ESECUZIONE dello Statuto confederale

CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELLE MISERICORDIE D'ITALIA

approvato dall’Assemblea Nazionale di Calenzano (FI) il 17 marzo 2012

 

Art. 4 – Conferenze Regionali

1. In ogni Regione dove sia presente un congruo numero di Associate la Confederazione può istituire una Conferenza Regionale, cui partecipano tutte le Misericordie del territorio.

2. La Conferenza Regionale svolge le seguenti funzioni:

a. coordina, promuove e valorizza l’azione del Movimento in ambito regionale;

b. rappresenta e tutela gli Associati e la stessa Confederazione nei confronti delle istituzioni regionali pubbliche e private, curando anche la definizione di accordi e intese;

c. promuove la formazione dei quadri dirigenti e la preparazione tecnica dei confratelli, sulla base degli indirizzi nazionali;

d. assicura il necessario raccordo tra la Confederazione e gli associati, anche attraverso lo sviluppo di servizi decentrati.

3. Le Misericordie di ciascuna Regione si riuniscono periodicamente in Assemblea per approfondire e discutere le linee di indirizzo nazionali, concordare le strategie di azione sul territorio ed affrontare aspetti di interesse comune.

4. In ciascuna Conferenza è costituito un Consiglio presieduto da un Presidente regionale nominato dal Presidente Nazionale e composto dai Consiglieri Nazionali e dai Coordinatori zonali del territorio. Il Consiglio può affidare a singoli confratelli la responsabilità di specifichi settori di attività.

5. Laddove opportuno per coadiuvare rispettivamente il Presidente regionale ed il Tesoriere confederale, il Consiglio dovrà individuare al proprio interno le funzioni di VicePresidente e/o di Tesoriere; quest’ultimo potrà inoltre essere affiancato da un confratello Sindaco Revisore.

Art. 5 – Coordinamenti Zonali

1. In ambito provinciale ovvero in relazione al territorio ASL è costituito un Coordinamento Zonale composto dai legali rappresentanti (o loro delegati permanenti) degli Associati con sede nella zona di riferimento. Nel caso in cui sul territorio avessero sede meno di 5 Associati, si provvede ad inserirli – previo parere degli stessi – in altra zona omogenea. Alle riunioni del Coordinamento partecipano – senza diritto di voto – i Consiglieri Nazionali della zona.

2. Tramite i Coordinamenti zonali la Confederazione promuove il Movimento sul territorio, sviluppa il necessario raccordo tra e con gli Associati, realizza la rappresentanza decentrata e favorisce iniziative condivise.

3. Il Coordinamento elegge nel suo seno un Coordinatore affiancandolo – laddove lo ritenga opportuno  con un Consiglio di Coordinamento composto da confratelli referenti per i diversi settori di attività.